OPERE SOGGETTE A COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI, ED A – Art.6 Regolamento edilizio del comune di Lucignano Arezzo

Art. 6 -OPERE SOGGETTE A COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI, ED A
SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ.

1. Sono soggette a comunicazione di inizio lavori, gli interventi riconducibili ad attività
edilizia libera, le opere di cui all’articolo 80 comma 2 della L.R. 3 Gennaio 2005 e
ss.mm.ii. ovvero:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 79, comma 2, lettera
b), ivi compresa l’apertura di porte interne e lo spostamento di pareti interne,
nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi
igienico sanitari e tecnologici, sempre che tali interventi non riguardino le parti
strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità
immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del
numero delle medesime;
Qualora interessino parti esteriori detti interventi dovranno comunque essere
attuati nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del
paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e ss.mm.ii., in tal
senso le tinteggiature esterne potranno essere effettuate previa analisi del pigmento
attraverso laboratorio specializzato;

b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad
essere immediatamente rimosse al cessare della necessità, comunque entro un
termine non superiore a novanta giorni;

c)
le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, nel
rispetto delle disposizioni regionali e comunali in materia di contenimento
dell’impermeabilizzazione del suolo, ivi compresa la realizzazione di intercapedini
interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque a fini irrigui,
volumi tecnici interrati e locali tombati consimili;

d)
le aree ludiche senza fini di lucro, quali sistemazioni di spazi esterni per il gioco e il
tempo libero attraverso l’installazione di manufatti semplicemente ancorati al suolo
senza opere murarie, e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici;
rientrano in tale tipologia la realizzazione di strutture ombreggianti (gazebo) a
servizio delle singole unità immobiliari, ancorché permanenti, la cui dimensione
massima dovrà essere di 30 mq con altezza massima di 2,40 ml, da realizzare in
legno, legno lamellare, ferro color antracite.
I rivestimenti dovranno essere in cannicciato, o telo in PVC arrotolabile, o pannelli
fotovoltaici disposti in maniera tale da consentire un minimo di permeabilità;

e)
i manufatti precari, le serre temporanee e le serre con copertura stagionale previsti
e disciplinati dal regolamento di attuazione dell’articolo 41, comma 8 della L.r.
1/05 ovvero in ottemperanza all’art. 23 comma 5 delle NTA del R.U., previa
sottoscrizione dell’atto d’obbligo unilaterale, quanto previsto.

Sono inoltre soggetta a comunicazione di attività libera i seguenti interventi istituita ai

sensi del D.Lgs. 115/2008:

f)
pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a
servizio degli edifici, da realizzare al di fuori di zone A) di cui al decreto del
Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, di cui all’art. 6, comma 2,
lettera d);

g) l’installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a
1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, da realizzare al di fuori di zone A) di
cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, di cui all’art.
6, comma 2, lettera d);

2. Sono soggetti a segnalazione certificata di inizio lavori (S.C.I.A.) le opere
riconducibili all’art. 79 comma 1 e 2 della L.r. 1/05 di seguito elencati:
a) interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati
dai regolamenti urbanistici di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque
denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni
planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata
esplicitamente dichiarata in base al comma 4.

b) interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche e all’adeguamento
degli immobili per le esigenze dei disabili, anche se comportano aumento dei
volumi già esistenti oppure deroga agli indici di fabbricabilità;

c)
le opere di rinterro e di scavo non connesse all’attività edilizia o alla conduzione dei
fondi agricoli e che non riguardino la coltivazione di cave e torbiere;

d) i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree anche in assenza di
opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione
delle funzioni di cui all’ articolo 58 ;

e)
le demolizioni di edifici o di manufatti non preordinate alla ricostruzione o alla
nuova edificazione;

f)
le occupazioni di suolo per esposizione o deposito di merci o materiali, che non
comportino trasformazione permanente del suolo stesso;

g) ogni altra trasformazione attuata per mezzo di opere edilizie che, in base alla
presente legge, non sia soggetta a permesso di costruire.

h)
interventi di manutenzione straordinaria, ossia le opere e le modifiche necessarie
per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, sempre che non
alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e che si tratti di
interventi diversi da quelli disciplinati dal comma precedente; detti interventi di
manutenzione straordinaria non possono mai comportare modifiche della
destinazione d’uso;

i)
interventi di restauro e di risanamento conservativo, ossia quelli rivolti a conservare
l’organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico
di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali
dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essa compatibili; tali
interventi comprendono il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio,
l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze
dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio; tali interventi
comprendono altresì gli interventi sistematici, eseguiti mantenendo gli elementi
tipologici formali e strutturali dell’organismo edilizio, volti a conseguire
l’adeguamento funzionale degli edifici, ancorché recenti;

j)
interventi di ristrutturazione edilizia, ossia quelli rivolti a trasformare gli organismi
edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un
organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; tali interventi
comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi
dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed
impianti; tali interventi comprendono altresì:

1.
le demolizioni con fedele ricostruzione degli edifici, intendendo per fedele
ricostruzione quella realizzata con gli stessi materiali o con materiali
analoghi prescritti dagli atti di cui all’ articolo 52 ovvero dal regolamento
edilizio, nonché nella stessa collocazione e con lo stesso ingombro
planivolumetrico, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per
l’adeguamento alla normativa antisismica;
detti interventi non possono comportare aumento di unità immobiliari.
2.
interventi di recupero dei sottotetti a fini abitativi eseguiti nel rispetto
delle disposizioni di cui alla legge regionale 8 febbraio 2010, n. 5 (Norme
per il recupero abitativo dei sottotetti);
3.
modifiche alla sagoma finalizzate alla realizzazione di addizioni funzionali
agli organismi edilizi esistenti che non configurino nuovi organismi
edilizi, nel limite del 20 per cento del volume esistente. Non sono
computate ai fini dell’applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e
territoriale, le addizioni funzionali consistenti nel rialzamento del
sottotetto al fine di renderlo abitabile o nella realizzazione di servizi
igienici, qualora carenti, oppure nella creazione di volumi tecnici, scale,
ascensori o autorimesse pertinenziali all’interno del perimetro dei centri
abitati come definito dall’articolo 55, comma 2, lettera b);
k) interventi pertinenziali che comportano la realizzazione, all’interno del resede di
riferimento, di un volume aggiuntivo non superiore al 20 per cento del volume
dell’edificio principale, ivi compresa la demolizione di volumi secondari, facenti
parte di un medesimo organismo edilizio e la loro ricostruzione ancorché in diversa
collocazione, all’interno del resede di riferimento. Non sono computati ai fini
dell’applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale gli interventi
consistenti nella realizzazione di autorimesse pertinenziali all’interno del perimetro
dei centri abitati come definito dall’articolo 55, comma 2, lettera b);

4. Il deposito di S.C.I.A. a completamento delle opere inerenti il proseguo di interventi
legati a permessi di costruire, ovvero conseguenti a fine lavori parziale, prevede il
pagamento di appositi diritti di istruttoria.
Per quanto non esplicitamente riportato si farà riferimento alla vigente normativa
regionale e statale.



Visita anche la sezione dedicata all’attività edilizia sul sito del Comune di Arezzo
Scarica il PDF del Regolamento Edilizio del Comune di Lucignano Arezzo (aggiornato a Dicembre 2012)

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