PRESCRIZIONI GENERALI – DM14092005 Norme tecniche costruzioni (ex testo unico)

CAP.6.2.2. PRESCRIZIONI GENERALI
6.2.2.1. Premesse In sede di progetto vanno definite le caratteristiche generali del ponte, ovvero la sua localizzazione, la destinazione e la tipologia, le dimensioni principali, il tipo e le caratteristiche dei materiali strutturali impiegati ed il tipo delle azioni considerate ai fini del suo dimensionamento. In funzione dei carichi agenti e delle funzioni portanti da assolvere vanno precisati i criteri che hanno portato a concepire la struttura nelle forme e con le scelte tipologiche contenute nel progetto. In sede di realizzazione si accerterà che le modalità tecnico esecutive adottate nell’esecuzione dell’opera siano rispondenti alle assunzioni ed alle prescrizioni di Progetto ed alle specifiche di Capitolato.
6.2.2.2. Geometria della sede stradale
6.2.2.2.1.LARGHEZZA DELLA SEDE STRADALE Per larghezza della sede stradale del ponte si intende la distanza misurata ortogonalmente all’asse stradale tra i punti più interni dei parapetti. La sede stradale sul ponte è composta, di regola, da una o più carreggiate, eventualmente divise da uno spartitraffico, da banchine o da marciapiedi secondo l’importanza, la funzione e le caratteristiche della strada.
6.2.2.3. Altezza libera Nel caso di un ponte che scavalchi una strada ordinaria, l’altezza libera al di sotto del ponte non dove essere in alcun punto minore di 5 m, tenendo conto anche delle pendenze della strada sottostante. Nei casi di strada a traffico selezionato è ammesso, per motivi validi e comprovati, derogare da quanto sopra, purché l’altezza minima non sia minore di 4 m. Eccezionalmente, ove l’esistenza di vincoli non eliminabili imponesse di scendere al di sotto di tale valore, si potrà adottare un’altezza minima, in ogni caso non inferiore a 3,20 m. Tale deroga è vincolata al parere favorevole dei Comandi Militare e dei Vigili del Fuoco competenti per territorio. Per tutti i casi in deroga all’altezza minima prescritta di 5 m, si debbono adottare opportuni dispositivi segnaletici di sicurezza (ad es. controsagome), collocati a conveniente distanza dall’imbocco dell’opera. Nel caso di sottopassaggi pedonali l’altezza libera non deve essere inferiore a 2,50 m.
6.2.2.4. Caratterizzazione dei suoli Gli studi di fattibilità, le scelte di progetto, i calcoli e le verifiche dei ponti stradali e delle strade ad essi collegate devono essere sempre basati su un adeguato modello geologico ed una corretta caratterizzazione geotecnica, che tengano conto della complessità della situazione ambientale e della estensione delle opere. Il modello geologico e la caratterizzazione geotecnica deve essere esteso al volume dei suoli che direttamente o indirettamente è interessato dalla costruzione dei manufatti e che ne influenza il comportamento statico, deformativo e sismico. L’ampiezza delle indagini deve perciò essere proporzionata alle dimensioni, al tipo, alle caratteristiche strutturali, all’importanza dell’opera, alle particolarità del sottosuolo ed allo stato delle conoscenze sulla zona in esame. Per ciascun elemento (spalla e/o pila) che trasferisce i carichi al terreno di sedime e per tutte le combinazioni di carico devono essere verificate:

la sicurezza nei riguardi degli stati limite ultimi del sistema struttura-fondazione-terreno;


la sicurezza nei riguardi degli stati limite di esercizio con particolare riguardo agli spostamenti differiti, che devono

essere compatibili con quelli che della struttura nel suo assieme. La stabilità e la durabilità delle fondazioni devono essere valutate tenendo conto anche delle possibili azioni negative conseguenti ad azioni chimico fisiche, fenomeni di erosione e fenomeni di scalzamento.
6.2.2.5. Compatibilità idraulica Per opere in attraversamento di corsi d’acqua naturali o artificiali, il progetto dovrà essere corredato da una relazione riguardante i problemi idrologici, idrografici ed idraulici relativi alle scelte progettuali, alla costruzione ed all’esercizio del ponte.
L’ampiezza e l’approfondimento delle indagini e della relativa relazione tecnica saranno commisurati all’importanza del problema ed al grado di elaborazione del progetto. Va evitata la realizzazione di pile nell’alveo di piena ordinaria, salvo casi eccezionali, rigorosamente motivati e da sottoporre al parere preventivo delle competenti Autorità di Bacino. Qualora ciò si verificasse e, in ogni caso, per pile e spalle in zone golenali o in zone potenzialmente interessate da correnti idrauliche, sono richiesti uno studio dei potenziali fenomeni di erosione e di scalzamento e la definizione delle azioni idrauliche agenti sulle pile e sulle spalle interessate dalla corrente. Per la valutazione dell’azione idraulica agente sulle pile e sulle spalle il periodo di ritorno sul quale va valutata la massima intensità dell’azione è assunto pari a 200 anni.

Il testo integrale e definitivo delle Norme Tecniche per le Costruzioni è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n.159 della gazzetta ufficiale n. 222 del 23.09.2005.
Data di entrata in vigore: 23 ottobre 2005.

Decreto Ministeriale 14/09/2005 (Gazzetta ufficiale 23/09/2005 n. 222) Norme Tecniche per le Costruzioni (ex “Testo unico” delle Norme Tecniche per le Costruzioni)- SCARICA PDF
Scarica il testo del decreto dal sito Ufficale della Gazzetta Italiana

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