Art. 55 Distanze minime dai confini 40 – Regolamento Edilizio Comune di Firenze

Art. 55 -Distanze minime dai confini

1.
Per distanza minima di un edificio dal confine s’intende la lunghezza del segmento
minimo congiungente la parete più avanzata del fabbricato e il confine di proprietà
antistante, senza tener conto degli eventuali elementi sporgenti che non rilevino
ai fini della sagoma dell’edificio.
2.
Logge e porticati, se posti a distanza dai confini inferiore ai minimi previsti dal
presente Regolamento, debbono avere il lato prospiciente il confine libero da murature.
3.
L’obbligo di rispettare distanze minime dai confini superiori a quelle dettate dal
Codice civile deriva dalla necessità di garantire il rispetto delle norme di carattere
igienico – sanitarie in materia di distanza tra gli edifici, ripartendone equamente
l’onere tra i due proprietari confinanti; tale distanza si intende quindi riferita ai
soli confini tra proprietà contigue e non tra diverse delimitazioni derivanti da atti
di governo del territorio, ovvero da strade, in relazione alle quali si applicano
specifiche prescrizioni.
4.
Le eventuali prescrizioni di PRG in relazione a distanze minime da tenersi dai limiti
di zona si applicano, pertanto, nei soli casi in cui la zona contigua sia di uso
pubblico o preordinata all’esproprio.
5.
I valori della distanza minima degli edifici dai confini sono precisati, per le singole
zone o sottozone, dal PRG; la distanza dai confini di proprietà deve essere
comunque non inferiore alla metà della distanza minima tra edifici.
6.
La costruzione di un edificio a distanza dal confine inferiore a quella minima pre40

scritta può essere ammessa in caso di esplicito accordo convenzionale tra i proprietari
confinanti, trascritto presso la competente Conservatoria, con cui il proprietario
confinante si impegna all’istituzione di una servitù che lo obbliga ad arretrare
il proprio edificio a distanza tale da assicurare il rispetto della distanza
minima prescritta tra gli edifici.

7.
Le prescrizioni in materia di distanza minima dai confini non si applicano alle
porzioni completamente interrate degli edifici e quindi a condizione che le medesime
non fuoriescano dalla quota dell’area circostante l’edificio a sistemazione
avvenuta.
8.
Non è richiesto il rispetto di alcuna distanza minima dal confine per le costruzioni
che debbano erigersi in aderenza al confine nei seguenti casi:
a)
costruzioni da realizzarsi a ridosso di edifici già esistenti sul confine di proprietà
(con appoggio sul muro reso comune ai sensi dell’art. 874 C.C. e con
edificazione in aderenza al medesimo ai sensi dell’art. 877 C.C.);

b)
costruzioni da realizzarsi sul confine di proprietà in forza della libertà di scelta
del primo edificante (principio della prevenzione) quando ciò non comporti
sostanziali limitazioni alla possibilità edificatoria del lotto contiguo.

9.
Il principio della prevenzione si considera applicabile quando il rettangolo che ha
per base il fabbricato in progetto e profondità pari a 10 mt. non intersechi sul fondo
contiguo alcun fabbricato preesistente.

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